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Frattura delle vertebre? Soluzione con la vertebroplastica

​Con l’avanzare dell’età la struttura fisica del nostro corpo tende ad essere sempre meno prestante e questo porta spesso e volentieri al manifestarsi di dolori e affaticamenti sempre più difficili da gestire e da sopportare.

Questi, appunto dolore e affaticamento, possono essere sintomi di fratture da fragilità, ovvero eventi che colpiscono uomini e donne che costituiscono un enorme problema di salute pubblica.

Si stima che in Unione Europea (dati IOF e EFPIA 2013) 22 milioni di donne e 5,5 milioni di uomini abbiano l’osteoporosi; e che in particolare 520.000 soffrano di frattura delle vertebre.

Che cos’è una frattura delle vertebre da fragilità?

La frattura delle vertebre da fragilità è molto più comune di quanto si pensi, è associata all’osteoporosi ed è più frequente nella popolazione anziana.

Specialmente per persone di età avanzata, queste fratture si possono verificare effettuando semplici attività quotidiane come alzare un vaso da terra, alzarsi dal letto, con conseguenti traumi di lieve entità che normalmente non mostrano conseguenze nel breve periodo.

Nella maggior parte dei casi, queste fratture vengono trattate in modo conservativo e non richiedono ospedalizzazione, che si rende invece necessaria in altri casi.

Chi ha subito una prima frattura da fragilità ha un’elevata probabilità di subirne ulteriori.

Fattori di rischio per la frattura delle vertebre

• 
Età avanzata;

• Appartenenza al sesso femminile e in particolare una menopausa precoce (prima dei 45 anni);

• Bassa densità ossea;

• Storia personale o familiare di fratture da fragilità.

Un altro concetto molto importante è il rischio imminente di frattura.

Nelle donne tra i 50 e gli 80 anni, in seguito alla prima frattura da fragilità il rischio di subire una successiva frattura entro il primo anno è cinque volte superiore rispetto alle donne che non hanno subito alcuna frattura (report IOS).

Tale rischio è più alto nei primi 2 anni successivi a una frattura iniziale, in cui esiste il rischio imminente di un’altra frattura nello stesso sito o in altri siti.

Frattura Vertebre

Frattura delle vertebre da fragilità

Una frattura vertebrale da fragilità insorge in assenza di traumi o in seguito a traumi a bassa energia, che avvengono frequentemente durante lo svolgimento delle comuni attività quotidiane come:

• Flessioni in avanti,

• Torsioni o sollevamento di oggetti leggeri.

Le frattura delle vertebre da fragilità, nella maggior parte dei casi, possono essere trattate in differenti modalità:

• Utilizzo del busto

• Intervento chirurgico di vertebroplastica o cifoplastica.

La differenza sostanziale di questi due approcci sta nel tempo necessario per la guarigione.

Il busto deve essere sempre indossato quando si è in piedi o seduti per circa quattro mesi, mentre per l’intervento di vertebroplastica il paziente può riprendere ad avere una vita normale già dopo poche ore dal'intervento.

 

Frattura Vertebre

Intervento di vertebroplastica: vantaggi e come avviene.

La vertebroplastica, per la cure delle frattura delle vertebre, è un intervento che viene eseguito in anestesia locale e prevede l’iniezione di una sostanza acrilica (PMMA – Polimetimetacrilato, comunemente chiamato cemento) all’interno del corpo vertebrale fratturato.

L’iniezione di cemento nella vertebra, al contrario del busto, previene la perdita in altezza della vertebra fratturata, evitando l’insorgenza o il peggioramento di una cifosi (ipercifosi) della zona di colonna interessata da frattura.

La procedura si svolge in una giornata, viene eseguita in sala operatoria utilizzando cannule metalliche, senza che vengano effettuate incisioni o applicati punti. Tutte le fasi sono controllate in tempo reale con un apparecchio radiografico.

Il dolore è minimo, quindi non è necessaria l’anestesia generale ma solamente una sedazione. Il recupero è solitamente rapido e il paziente viene dimesso il giorno stesso dell’intervento.

Attività post intervento

In seguito al trattamento chirurgico, è consigliabile intraprendere un percorso fisioterapico riabilitativo volto a recuperare la mobilità, la flessibilità e la forza della struttura ossea.

È utile eseguire una ginnastica controllata con l’aiuto del fisioterapista per un rapido recupero funzionale.

Con l’utilizzo di specifici macchinari si può favorire il rinforzo muscolare e una mobilizzazione precoce, per riportare il paziente ad una situazione simile a quella precedente alla frattura. L’ortopedico e il fisioterapista concorderanno la migliore terapia, in base anche alle vertebre interessate.


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