Glaucoma e farmaci da evitare

I difetti della vista e/o le patologie a carico dell’occhio possono essere causati (o aggravati) dall’assunzione di determinati farmaci. Le ricerche in merito sono numerose e frequenti, perché il dibattito sull’influenza di alcuni principi attivi sulle malattie oculistiche come il glaucoma è in costante evoluzione.

Una cosa è certa: se gli occhi sono perfettamente sani sono in grado di vedere sia di giorno che di notte, quindi sia con la luce che con il buio, e riescono a distinguere senza difficoltà volti, sagome, colori e oggetti di varia natura. Se questo non accade o, comunque, si avverte un qualche impedimento, allora vuol dire che qualcosa non sta andando per il verso giusto e la causa non è da ricercare solo ed esclusivamente in un difetto o in una patologia oculistica, ma anche in alcuni farmaci che vengono assunti per i motivi più svariati.

Tra gli effetti collaterali più comuni che si possono manifestare a seguito di terapie farmacologiche rientrano:

  • ipersensibilità alla luce;
  • secchezza oculare;
  • sfocature;
  • riverberi;
  • percezione alterata dello spazio;
  • difficoltà a spostarsi al buio.

Non solo, perché alcuni farmaci possono anche aumentare la penetrazione dei raggi UV, provocando conseguenze ovviamente negative per gli occhi. Ecco perché in presenza di uno o più sintomi in elenco è opportuno consultare un medico, preferibilmente uno specialista di MediClinic che, leggendo il foglietto illustrativo, è in grado di capire quale farmaco stia ostacolando la vista e modificare la terapia in corso.

In genere, i pazienti che manifestano alterazioni e/o disturbi della vista assumono i seguenti farmaci:

  • pillola contraccettiva: alcune formulazioni possono causare secchezza oculare. Dato che si tratta di un farmaco che può essere facilmente sostituito, è consigliato rivolgersi al ginecologo di fiducia. Al contempo, è possibile porre rimedio tramite “lacrime artificiali” a base di acido ialuronico;
  • farmaci antibiotici: alcuni possono provocare bruciori, ipersensibilità alla luce e problemi visivi vari, che scompaiono una volta conclusa la terapia. Tuttavia, se insorgono è bene consultare il medico per trovare un farmaco alternativo e, se ciò non fosse possibile, è consigliato evitare di mettersi alla guida e di indossare sempre un paio di occhiali da sole per proteggere gli occhi;
  • farmaci antiallergici: i colliri antiallergici contengono in genere antistaminico locale, un’ottima soluzione per contrastare le reazioni allergiche. Purtroppo, in alcuni casi possono causare secchezza oculare, bruciore/arrossamento agli occhi, vista sfocata e aumento della lacrimazione. Si può sempre chiedere al medico di trovare un collirio antistaminico alternativo;
  • farmaci antiaritmici: vengono prescritti a chi soffre di aritmie cardiache e, in alcuni casi, possono comportare dei micro depositi sulla superficie anteriore della cornea. Questo non grava sulla vista, ma può provocare annebbiamento della vista e visione di cerchi colorati intorno alle luci. In presenza di questi sintomi, bisogna consultare il medico ed evitare di mettersi alla guida;
  • farmaci antipertensivi: somministrati a coloro che soffrono di pressione alta, possono però causare secchezza oculare. In questi casi, si può ricorrere alle “lacrime artificiali” disponibili in qualunque farmacia;
  • farmaci analgesici: i farmaci antinfiammatori non steroidei (i cosiddetti FANS contenenti diclofenac, ibuprofene o acido acetilsalicilico), seppure in rari casi, possono provocare diplopia o sfocature, così come restringimento della pupilla. Per porre rimedio, si può semplicemente sostituire il farmaco con un’alternativa che preveda meno effetti collaterali;
  • cortisonici: il cortisone è indicato per il trattamento delle infezioni e durante la somministrazione può causare un aumento della pressione intraoculare (e quindi glaucoma) con conseguenze per il nervo ottico. Questo, tuttavia, accade se l’assunzione dei cortisonici è prolungato, in caso contrario non è previsto alcun danno permanente alla vista.

Farmaci controindicati per pazienti con glaucoma

Se i farmaci finora elencati rientrano tra quelli da evitare per ridurre il rischio di disturbi e patologie a carico dell’occhio, esistono altri farmaci che dovrebbero essere praticamente aboliti dai pazienti che sono già affetti da glaucoma e che, quindi, hanno già ricevuto una diagnosi precisa. Tra questi rientrano:

Parasimpaticolitici

I parasimpaticolitici servono per inibire l’azione del parasimpatico a livello oculare e determinano midriasi paralitica. Non solo, perché si verifica anche una paralisi del muscolo ciliare che, a sua volta, provoca un rilassamento del trabecolato, un restringimento delle sue maglie e un aumento delle resistenze al deflusso dell’umore acqueo. Quest’ultimo, come è ben noto, è la prima causa di glaucoma.

I parasimpaticolitici sono presenti in numerosi colliri impiegati in oculistica per dilatare l’occhio in modo da poter esaminare il fondo oculare, ma si tratta di un uso specialistico effettuato da un medico esperto che sa perfettamente come comportarsi. I parasimpaticolitici, però, si trovano anche in altri farmaci che i pazienti possono maneggiare autonomamente:

  • preparazioni contro l’asma;
  • prodotti per l’incontinenza urinaria;
  • farmaci antispastici;
  • farmaci antiepilettici;
  • cerotti alla scoploamina, utilizzati per il mal di mare o il mal d’auto.

Data la diffusione dei parasimpaticolitici, è caldamente consigliato leggere sempre e comunque il foglietto illustrativo prima di assumere determinati farmaci, soprattutto se si è affetti (o a rischio) di glaucoma.

Simpaticomimetici

I simpaticomimetici sono sostanze in grado di mimare gli effetti dei trasmittenti del sistema nervoso simpatico come le catecolamine (epinefrina, noradrenalina, dopamina). Si usano in caso di arresto cardiaco, bassa pressione arteriosa e parto pretermine, quindi in modo abbastanza comune e diffuso negli ambulatori ospedalieri e, in generale, da parte del personale medico.

In altre situazioni, i simpaticomimetici hanno un utilizzo limitato, pertanto il rischio che possano causare problemi è molto basso. Tuttavia, bisogna fare attenzione ai colliri decongestionanti a scopo vasocostrittore, che li contengono al loro interno (anche se in modeste quantità).

Generalmente, i simpaticomimetici sono talmente esigui da non riuscire a determinare midriasi evidenti, cosa che però avviene in pazienti particolarmente sensibili. Non si tratta, quindi, di prodotti innocui ed è molto importante che prima di prescriverli il medico valuti tutte le controindicazioni del caso.

Cortisone

Già menzionato precedentemente, il cortisone è forse il peggior nemico del glaucoma, perché è letteralmente in grado di provocarlo andando a stimolare la proliferazione di mucopolisaccaridi acidi a livello del trabecolato, che finiscono con l’intasarne i pori riducendone la capacità filtrante.

In pratica, non si tratta più di una controindicazione, ma della possibilità di incorrere in un vero e proprio glaucoma da farmaci. Ovviamente, il glaucoma da cortisone non colpisce chiunque, ma solo i soggetti più sensibili, che ammontano a ⅓ della popolazione. Il problema sta nel fatto che non è possibile stabilire a priori se un paziente appartenga a questa categoria o meno.

Il glaucoma da cortisone si manifesta principalmente per somministrazione locale, quindi per via di colliri o pomate oftalmiche, ma anche la somministrazione generale è un fattore di rischio che non va sottovalutato.

Affinché il glaucoma da cortisone si manifesti è necessario assumere il principio attivo per un periodo abbastanza lungo, compreso tra 1 settimana e qualche mese (quindi una singola somministrazione non rappresenta alcun problema).

La caratteristica principale del glaucoma da cortisone è che fino a un certo punto è reversibile, quindi se si sospende il farmaco è possibile che la pressione oculare si stabilizzi spontaneamente. Più si allungano i tempi e più, ovviamente, i danni diventano irreversibili.

Dato che il glaucoma da cortisone può colpire chiunque, tutti i pazienti sottoposti a lunghe terapie a base di cortisone devono eseguire controlli oculistici con cadenza regolare, proprio per tenere monitorato lo stato di salute di occhi e vista.

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