Chirurgia Ortopedica del Piede
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Chirurgia Ortopedica del Piede

La chirurgia ortopedica del piede è una specialità dell’ortopedia che si occupa del trattamento delle patologie più comuni a carico del piede, come alluce valgo e rigido, valgismo distale dell’alluce, metatarsalgie, dita a martello e a griffe, 5 dito varo, neuroma di Morton.

Il piede è una parte dello scheletro che condiziona tutta la postura, in particolare ginocchia, anche, bacino, colonna vertebrale. Molti mal di schiena sono spesso causati da un cattivo appoggio del piede e spesso certi dolori alle ginocchia sono da riferire a cattiva postura plantare. Di conseguenza, l’intervento chirurgico, quando consigliato dallo specialista, va effettuato non solo per correggere i difetti del piede stesso ma anche per prevenire patologie che potrebbero colpire altri distretti osteo-articolari. Di solito gli interventi chirurgici effettuati sul piede possono risultare molto dolorosi ma, con l’avvento delle tecniche mini-invasive (predilette in MediClinic) questo problema è stato ampiamente risolto.

A chi si rivolge

Il servizio di chirurgia ortopedica del piede è rivolto a tutte le persone affette da patologie del piede sopra menzionate, cioè:

  • alluce valgo;
  • dita a martello;
  • metatarsalgie;
  • alluce rigido;
  • neuroma di Morton.

Trattamento chirurgico mini-invasivo dell’alluce valgo

L’alluce valgo è uno spostamento del primo raggio metatarsale verso la parte centrale, con una deviazione laterale dell’alluce. Questa modifica della posizione ossea crea un angolo che determina, anche visivamente, la patologia (iperostosi). Il fine di qualsiasi tipo di intervento dell’alluce valgo è quello di restituire il corretto allineamento del primo raggio (alluce e metatarso).

L’alluce valgo è una patologia che colpisce prevalentemente le donne (rapporto 9 a 1), manifestandosi spesso tra i 40 e 60 anni, ma con casi anche in età giovanile. Esistono varie cause che possono portare allo sviluppo dell’alluce valgo:

  • congenite (ovvero presenti dalla nascita);
  • acquisite per lassità;
  • patologie infiammatorie;
  • predisposizione genetica;
  • struttura del piede incavata;
  • postura non corretta che crea delle deviazioni nella struttura del piede.

Quando l’appoggio cambia, il piede si adatta alla ricerca di una nuova stabilità e un nuovo equilibrio ma, così facendo, si rivela causa della patologia. Nel momento in cui all’alluce valgo si associa il dolore, in particolare nelle fasi del cammino, diventa opportuno contattare uno specialista per valutare l’eventuale necessità di un intervento chirurgico. Altri sintomi possono essere:

  • dolore nella zona del primo metatarso;
  • dolore diffuso nell’avampiede;
  • dolore mentre si indossano le scarpe;
  • dolore durante la camminata.

L’intervento va effettuato dopo i 18-20 anni per consentire la completa formazione delle ossa interessate e può essere effettuato durante tutto l’arco della vita, quindi anche in pazienti in età avanzata.

Come si svolge l’intervento

La metodica utilizzata è efficace, veloce e al tempo stesso complessa e richiede una lunga curva di apprendimento da parte dello specialista. Esiste infatti una raccomandazione da parte della Società italiana di Ortopedia che suggerisce l’uso della tecnica descritta solo a chirurghi particolarmente esperti che dispongano di una esperienza pluriennale e una casistica adeguata.

L’intervento viene eseguito attraverso piccoli fori e senza utilizzare viti, placche, fili o chiodi. Il dolore post-operatorio nel 95% dei casi è praticamente assente. È possibile iniziare a camminare dopo 1 ora dall’intervento, indossando una opportuna calzatura. La tecnica mini-invasiva prevede una anestesia loco-regionale. La durata dell’intervento è in media di 12-15 minuti.

Per mantenere l’allineamento del metatarso è sufficiente una fasciatura da utilizzare per circa 40 giorni. Questa efficace metodica di intervento mini-invasiva è una delle tecniche che i chirurghi ortopedici possono oggi proporre, essendo inoltre riconosciuta a livello internazionale.

Il principio della chirurgia mini-invasiva è quello di creare delle micro-fratture per fare in modo che il paziente, camminando, aiuti il nuovo allineamento e il nuovo riposizionamento plastico delle ossa, in base alla propria conformazione del piede.

La complessità dell’operazione risiede nella metodica di intervento che richiede di lavorare a “cielo chiuso”, pur con il supporto di fluoroscopio e monitor. La minore visibilità operatoria disponibile deve essere quindi necessariamente compensata dall’elevata esperienza e dall’accurata sensibilità del chirurgo operatore, unite alla perfetta conoscenza dell’anatomia del piede. L’intervento chirurgico tradizionale per trattare l’alluce valgo dura in media 1 ora, alla quale bisogna aggiungere i tempi di recupero che limitano fortemente la mobilità del paziente e un dolore post-operatorio abbastanza rilevante.

Tecnica mini-invasiva di Bosch

La tecnica mini-invasiva di Bosch per trattare l’alluce valgo, già in uso negli Stati Uniti, è stata ulteriormente affinata con delle importanti modifiche e viene preferita rispetto ad altre tecniche diffuse in Italia. Il metodo utilizzato presso MediClinic è particolarmente innovativo, perché non prevede l’uso dei mezzi di sintesi come viti, placche e fili.

L’uso della tecnica mini-invasiva associata al mancato utilizzo dei mezzi di sintesi si traduce in maggiore velocità dei tempi di recupero del paziente, minore rischio di infezioni ed estrema riduzione del dolore nella fase post-operatoria (che, nella maggior parte dei casi, non rende necessaria la somministrazione di analgesici specifici).

L’intervento, in grado di risolvere il problema funzionale ed estetico del piede, si suddivide nelle seguenti fasi:

  • si effettua un piccolo foro sotto la zona che contiene la sporgenza ossea, consentendo l’ingresso della microfresa;
  • guidati dal fluoroscopio si segue passo passo l’intervento, andando a “limare” la parte sporgente del metatarso;
  • utilizzando il punto di accesso precedente, attraverso una seconda minifresa elicoidale si effettua l’osteotomia metatarsale;
  • si procede poi con la tenotomia, cioè la sezione del tendine adduttore dell’alluce, che trascina il dito del piede verso l’esterno, per elasticizzare lo stesso;
    viene eseguita una seconda micro-frattura alla prima falange dell’alluce;
  • attraverso un opportuno movimento da parte dallo specialista, si riposiziona il metatarso, riallineandolo;
  • segue una fasciatura taping e una benda elasticizzata viene posizionata per mantenere il primo raggio allineato.

Il paziente può uscire dalla clinica dopo circa 2 ore dall’intervento. Per i primi 2-3 giorni successivi all’intervento è consigliabile rimanere a riposo e camminare dentro casa, tenendo il più possibile sollevato il piede. Successivamente è possibile iniziare a uscire di casa evitando però di stancarsi.

Al termine di tutto l’iter chirurgico, il paziente ha la possibilità di usufruire del moderno servizio di riabilitazione di MediClinic. Lo staff medico-chirurgico e i professionisti della riabilitazione della struttura collaborano costantemente per fornire al paziente assistenza completa e aiutarlo a tornare alla vita di tutti i giorni nel più breve tempo possibile e con il minimo disagio.

Perché sceglierci

Grazie all’elevata professionalità degli specialisti che mettiamo a disposizione del paziente, siamo in grado di offrire le migliori tecniche mini-invasive per il trattamento delle patologie del piede. Le sale operatorie sono dotate di tutti i presidi medici e tecnologici necessari al chirurgo per operare in massima sicurezza.

Il supporto costante dell’anestesista nel giorno dell’intervento consente, inoltre, al chirurgo di lavorare con la massima efficacia e al paziente di affrontare l’intervento e la fase post-intervento in totale serenità.

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