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Chirurgia Vascolare

La chirurgia vascolare è quella branca della chirurgia che si occupa del trattamento terapeutico di arterie, vene e vasi linfatici utilizzando tecniche di riparazione, derivazione, sostituzione e rimozione con metodologia aperta, mini-invasiva o endovascolare.

Le vene varicose rappresentano una malattia molto frequente: si calcola che fino sino al 56% degli uomini e il 60% delle donne possono presentare una significativa alterazione del drenaggio, con conseguente stagnazione del sangue nella gamba e, successivamente, di:

  • aumento della pressione all’interno delle vene;
  • rottura di capillari;
  • dilatazione delle vene cosiddette “varicose”;
  • deposito cutaneo di pigmenti;
  • infiammazione e possibile lesione cronica della pelle;
  • “ulcere cutanee”, che possono interessare fino al 2% della popolazione;
  • coagulo patologico, comunemente detto “trombosi”.

Considerati i molteplici aspetti della malattia e i diversi livelli di gravità, è necessario che il paziente si rivolga ad un servizio vascolare specializzato. Anche nello stadio iniziale della patologia venosa, quello dei capillari per così dire antiestetici, è fondamentale prestare massima attenzione e trovare il giusto inquadramento diagnostico. Non a caso, più del 25% dei casi apparentemente solo antiestetici presenta in realtà una condizione patologica venosa sottostante, meritevole di opportuna valutazione.

A chi si rivolge

Il servizio di chirurgia vascolare di MediClinic si rivolge a tutte le persone che manifestano almeno uno dei seguenti sintomi:

  • dolenzia, fatica, gonfiore, prurito, formicolio, calore, irrequietezza della gamba;
  • capillari visibili;
  • vene dilatate;
  • alterazioni del colore e della consistenza di una o più parti della gamba;
  • lesioni cutanee della gamba non cicatrizzate entro 2 settimane.

Come si svolge l’intervento

Dopo un’accurata diagnosi, che consente di risalire all’origine del problema, il medico specialista può suggerire il trattamento migliore per una risoluzione del problema rapida ed efficace:

Conservazione della vena safena

Il servizio di chirurgia vascolare di MediClinic consente di sottoporsi a un trattamento ultra innovativo, riconosciuto a livello mondiale e unico nel suo genere: la conservazione della safena. Una vena affetta da insufficienza venosa cronica, infatti, può sempre essere “riparata” anziché che “distrutta”.

Dal punto di vista strategico è una scelta che può rivoluzionare la vita del paziente: è scientificamente dimostrato, infatti, che questo tipo di soluzione ha una percentuale di risoluzione sensibilmente superiore rispetto alla strategia asportativa/ablativa.

Usando questa tecnica, quindi, si ricorre a un metodo riparativo, che va a chiudere i “rubinetti” malati del sistema venoso, re-indirizzando il flusso in vie alternative e fisiologiche e ripristinando così un opportuno drenaggio.

La chirurgia trova ancora spazio come opzione terapeutica nei casi caratterizzati da specifiche incompetenze valvolari; prevede, comunque, interventi mini-invasivi, in anestesia locale e sempre mirati al risparmio della safena.

La patologia può poi trovare origine nei vasi addominali pelvici, generando pesantezza addominale, dolenzia al fianco, dolore durante i rapporti sessuali, sangue e alterazioni alla minzione. Definita “varicocele femminile”, è una delle principali cause di dolore addominale nella donna, da individuare tempestivamente per limitare l’evoluzione della patologia.

Trattamento mini-invasivo con laser

Il trattamento mini-invasivo con laser prevede l’occlusione della vena safena malata e non la sua asportazione. Il procedimento consiste nell’introdurre all’interno della vena, mediante una piccola puntura, un apposito catetere che, attraverso la trasmissione di luce laser, ottiene l’occlusione della stessa. La vena obliterata verrà completamente riassorbita dall’organismo nell’arco di alcuni mesi.

Questa tecnica viene definita mini-invasiva in quanto richiede mini-incisioni, pochissimi punti di sutura e si esegue in anestesia locale. Il dolore post-operatorio è assai modesto, così come il decorso si rivela decisamente migliore rispetto a quello previsto da interventi di stripping tradizionali.

Non tutti i pazienti possono essere trattati con tali tecnologie, motivo per cui soltanto chirurghi esperti possono valutare accuratamente il caso clinico da sottoporre all’intervento chirurgico. I veri vantaggi di questa metodica sono: essere assai poco dolorosa, lasciare cicatrici pressoché invisibili e permettere una rapida ripresa della normale attività. Si dimostra, quindi, particolarmente adatta anche per le persone adulte e anziane, nonché per le donne giovani in quanto il risultato estetico è eccellente.

Trattamento mini-invasivo con radiofrequenza

La tecnica con radiofrequenza è sovrapponibile a quella del laser, ma la sostanziale differenza sta nel generatore di calore che, in questo caso, è un microprocessore che produce onde elettromagnetiche. L’effetto termico sulla vena è quello di produrre l’occlusione graduale della stessa che, successivamente, verrà totalmente riassorbita nel giro di qualche mese. Il vantaggio principale di questa tecnica consiste nella sua rapidità: l’intervento dura mediamente 15 minuti, può essere svolto in ambulatorio e il paziente può essere dimesso nel giro di un paio d’ore.

Scleroterapia ecoguidata (ecosclerosi)

L’ecosclerosi (o scleroterapia ecoguidata) prevede l’iniezione di appositi farmaci nella vena malata sotto guida ecografica. Può essere svolta in ambulatorio e la durata di una seduta è di circa 5 minuti. il paziente deve indossare una calza elastica per un paio di settimane e può continuare a svolgere normalmente le sue attività lavorative. È particolarmente indicata nelle varici di calibro modesto e nei pazienti anziani, dato che è una tecnica molto semplice, poco traumatica e non dolorosa.

Trattamento meccanico associato a scleroterapia (MOCA)

La tecnica MOCA (trattamento meccanico associato a scleroterapia) prevede il danneggiamento della parte interna della vena attraverso un catetere che ruota e la concomitante iniezione di un farmaco sclerosante. Essendo di recentissima introduzione i risultati non ne permettono una corretta valutazione. I costi sono superiori alle metodiche laser e a radiofrequenza.

Asportazione chirurgica delle safene (stripping)

Lo stripping è la tecnica tradizionale più usata per il trattamento delle vene varicose. Consiste nell’eseguire un’incisione a livello inguinale per l’isolamento della vena safena magna, oppure a livello del poplite per l’isolamento della vena piccola safena.

La vena viene incannulata con una sonda chiamata “stripper” la quale viene fatta fuoriuscire dalla pelle attraverso una controincisione distale. L’asportazione della vena safena o “stripping” permette l’eliminazione del vaso varicoso ammalato e il miglioramento dei sintomi. A completamento dello stripping vengono eseguite multiple incisioni sulla pelle attraverso le quali vengono asportate le collaterali varicose. La tecnica anestesiologica prevalentemente adottata per questa metodica è l’anestesia generale o spinale.

Rispetto agli interventi endovascolari, lo stripping risulta decisamente più traumatico, doloroso e poco estetico. Viene di solito riservato ai casi più gravi, dove vi sono grosse vene insorte da molti anni.

Asportazione selettiva delle varici (flebectomia)

In molti casi la diagnostica vascolare ecocolordoppler può documentare la presenza di vene varicose sporgenti e visibili a occhio nudo sotto la pelle che, in realtà, sono rami di un tronco safenico sano; di conseguenza, si può procedere alla sola eliminazione di queste vene per prevenire il peggioramento clinico del paziente e per preservare il tronco safenico ancora sano.

L’intervento che si esegue è la flebectomia, che consiste nella rimozione delle vene varicose ammalate attraverso una piccola incisione in anestesia locale. Questa procedura può essere fatta in combinazione con il trattamento dell’asse safenico principale. La tecnica anestesiologica utilizzata è quella dell’anestesia locale lungo le varicosità.

Perché sceglierci

La nostra équipe di chirurgia flebologica ha eseguito più di 60mila trattamenti utilizzando tutte le principali tecniche (laser, radiofrequenza, colla biologica, ecosclerosi), oltre ai tradizionali interventi chirurgici di stripping e di flebectomie. La competenza dei professionisti che ne fanno parte è documentata dalla loro costante partecipazione a congressi nazionali e internazionali come relatori e da tutta una serie di corsi di formazione che, da più di 20 anni, sono frequentati da flebologi di tutt’Italia. Tutte le scelte terapeutiche vengono eseguite dopo una serie di accurati esami strumentali e in linea con gli standard definiti dalle società flebologiche più importanti a livello mondiale.

Per garantire l’erogazione di prestazioni sanitarie appropriate al paziente, inoltre, gli specialisti di chirurgia vascolare utilizzano tecnologie, strutture diagnostiche e tecniche terapeutiche d’avanguardia. Le apparecchiature di ultima generazione contribuiscono a raggiungere risultati terapeutici ottimali e, allo stesso modo, la modernità delle strutture in cui vengono eseguite le terapie è garanzia di sicurezza per il paziente. L’alto livello di collaborazione tra l’équipe di chirurgia vascolare e le altre presenti in struttura (come angiologia, diagnostica per immagini, ortopedia, fisiatria, fisioterapia, podologia) fa sì che la terapia chirurgica si inserire in un percorso di salute integrato composto da varie specializzazioni, tutte volte a risolvere il problema del paziente con un approccio olistico e focalizzato sulle sue cause profonde. L’équipe segue principi etici e deontologici precisi finalizzati all’offerta di un trattamento d’eccellenza a ogni assistito.

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