16 Aprile : Giornata Mondiale della Voce

Nell’uomo preistorico quando ancora non si era sviluppata né la parola né il linguaggio, la voce costituiva già un mezzo di espressione e di comunicazione.

La semplice modificazione della tonalità della voce poteva esprimere, gioia, dolore, sorpresa, paura, a volte anche comando.

La voce poteva avere, anche in epoca prelinguistica, una valenza sia informativa che comunicativa.

Come sappiamo la voce umana è prodotta dalla simultanea azione di 3 sistemi:

  • Il mantice respiratorio, con funzione di creare la pressione sottoglottica atta a mettere in vibrazione le corde vocali.
  • Il sistema vibrante, la laringe, ove la vibrazione cordale genera il suono laringeo.
  • Il sistema di risonanza, costituito dalle cavità sopraglottiche (faringe, cavo orale, cavità nasali) che determina il timbro della voce.

La voce ha delle importanti modificazioni nel corso della vita umana. La più importante, la muta vocale, si verifica all’età della pubertà quando la voce diminuisce in modo molto evidente la sua tonalità, a causa dell’aumento di volume della laringe e, in conseguenza, della lunghezza e dello spessore delle corde vocali. La muta vocale è molto evidente nel maschio, quando assume le caratteristiche della voce di un uomo adulto, ma è presente, seppure meno evidente, anche nella femmina.

Al momento della senescenza, la voce perde in intensità e spesso anche nella sua qualità per effetto della diminuzione di tono muscolare, sia dei muscoli respiratori che di quelli della laringe.

Patologie vocali

Molte e di vario genere sono le patologie della voce, sia di tipo organico (polipi, noduli, edemi cordali, neoplasie sia benigne che maligne) che funzionale.

Notevole importanza nella genesi delle patologie organiche hanno abitudini di vita errate come l’abuso di fumo, di alcool, di sostanze stupefacenti, contatto con sostanze irritanti o dannose, come l’amianto.

Le disfonie funzionali dipendono invece da un maltrattamento o un uso eccessivo della voce specie a intensità elevata o con una errata impostazione vocale.

Particolare importanza assumono a questo riguardo le disfonie professionali che colpiscono molti soggetti che fanno un uso professionale della voce, come avvocati, commessi, ma soprattutto insegnanti, che parlano per molte ore al giorno con una errata impostazione respiratoria o vocale.

In questi soggetti il microtrauma conseguente allo sforzo vocale, può portare a patologie organiche, come polipi e soprattutto noduli, particolarmente frequenti nelle donne, la cui frequenza di vibrazione delle corde vocali è quasi doppia di quella dell’uomo. Sono i cosiddetti “noduli dei cantanti”, anche se in realtà, ad esempio nei cantanti lirici, sono abbastanza rari.

Il cantante lirico è un performer che, fin dalle prime lezioni di canto, viene istruito sull’uso di una corretta respirazione e sull’impostazione della voce consona alle sue caratteristiche anatomofisiologiche. La comparsa di noduli è quindi relativamente rara.

Diverso è invece il caso di cantanti di musica leggera, che spesso sono autodidatti, raramente hanno frequentato un maestro di canto e sono quindi più soggetti a queste patologie.

Il trattamento di questi disturbi della voce è a volte fonochirurgico, a volte logopedico, spesso combinato, con periodiche rivalutazioni che vedono l’interscambio dell’esperienza delle due figure professionali.

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