Ipertensione Arteriosa

Le malattie cardiovascolari sono la patologia più diffusa nella nostra società.

Tra queste malattie, molto frequente è l’Ipertensione Arteriosa.

L’Ipertensione Arteriosa, non è direttamente una patologia cardiaca, ma un importante fattore di rischio.

Si parla di Ipertensione Arteriosa quando la misurazione della pressione ha un valore che supera i 150 di massima e i 90 di minima.

Se viene superato il valore di 150 si parla di Ipertensione Arteriosa Sistolica, mentre quando si superano i 90 si parla di Ipertensione Arteriosa Diastolica

Si può avere solo l’Ipertensione Sistolica, solo la Diastolica oppure entrambe, la cosiddetta Ipertensione Sisto-Diastolica, in cui entrambi i valori (massimo e minimo) sono compromessi.

Entrambe le condizioni sono fattori di rischio in ugual misura.

Quali sono i rischi derivati dall’Ipertensione Arteriosa?

A lungo andare, l’Ipertensione Arteriosa provoca danni, ovvero, se un giorno si hanno valori alterati di pressione non succede nulla, ma se questa condizione risulta frequente, allora questo potrebbe comportare del rischi importanti a livello delle arterie.

Gli organi “bersaglio” dei rischi provocati dall’Ipertensione Arteriosa sono:

  • Il cuore, provocando un infarto o uno scompenso cardiaco o delle aritmie
  • Il cervello, provocando un ictus o un’emorragia cerebrale
  • I reni, provocando danni renali
  • Le arterie periferiche (arterie delle gambe), provocando arteriopatie ostruttive

Come si misura la pressione?

La pressione si misura da seduti e con il braccio rilassato.

La pressione deve essere misurata ad entrambe le braccia per verificare se c’è differenza di valore tra braccio destro e sinistro. In caso di valori simili, si può scegliere un braccio, come l’altro. Mentre, nel caso di differenza di valori, si sceglie il braccio in cui la pressione è più alta

Si devono eseguire tre misurazioni. La prima è spesso falsa, dunque si effettuano altre due misurazioni con un intervallo di un minuto l’una dall’altra e successivamente si fa la media tra queste ultime due, tralasciando la prima.

Classificazioni

Le Ipertensioni Arteriose si dividono in due gruppi:

  • Ipertensione Arteriosa Essenziale
  • Ipertensione Arteriosa Secondaria

L’Ipertensione Arteriosa Essenziale è la forma più frequente (circa il 90% dei casi) e non ha una causa ben precisa ed individuata.

L’Ipertensione Arteriosa Secondaria, invece, ha delle cause ben precise, che possono essere nefropatie (malattie renali, calcolosi), endocrinopatie (ipertiroidismo), stenosi (ovvero un restringimento di una o di entrambe le arterie renali).

Questa tipologia richiede una cura farmacologica e i farmaci utilizzati si dividono in cinque categorie: diuretici, betabloccanti, ace-inibitori, sartani, alfabloccanti. 

Per entrambe queste condizioni, il rimedio più efficace per prevenire questo fattore di rischio è conducibile ad uno stile di vita sano e alle norme igienico-dietetiche, ad esempio:

  • seguire una dieta iposodica
  • praticare attività fisica
  • evitare l’abbondanza di sostanze come alcool e fumo

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